Anti Aging

Attività fisica calibrata

Nutrizione corretta

Nutraceutica naturale

PROGRAMMA ANTI AGING

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“Bisogna avere cura della macchina complessa uomo e così ci darà per lungo tempo un funzionamento impeccabile e soddisfacente

Come rallentare l’invecchiamento? Quanto iniziare a pensare a rallentarlo? Da subito e a qualsiasi età! Anche se l’invecchiamento non può essere fermato, molto può essere fatto per rallentarlo.

 “L’uomo è programmato per vivere 180 anni, se non arriva a questa età le cause vanno ricercate nell’alimentazione non corretta, negli stili di vita inadeguati e negli ambientali che ne accelerano l’invecchiamento” Robert Gallo (scienziato americano co-scopritore del Virus HIV”.

Rallentare le lancette dell’orologio biologico è da sempre il sogno dell’uomo : essere adulto e sentirsi carico di energia, con un sonno profondo e ristoratore come quello di un bambino, una pelle luminosa e distesa, un ottimo tono muscolare e dell’umore.

L’invecchiamento precoce è causato solo per un terzo da fattori genetici e per ben due terzi da fattori esterni : quindi ognuno di noi è  causa per il 70% del proprio invecchiamento!

 

Uno dei modi per combattere l’invecchiamento precoce è quello di ridurre il più possibile lo stress ossidativo.

L’importanza dell’integrazione alimentare

Purtroppo anche l’adozione del più salutare stile di vita non basta a volte da solo a tutelare il nostro stato di salute
Infatti una buona parte della frutta e degli ortaggi, quando non contaminata da sostanze tossiche, giunge sulla nostra tavola in larga misura sottratta dei propri principi nutritivi, a causa di piogge acide, della desertificazione dei terreni, dei processi di conservazione, di manipolazione degli alimenti, etc.
Anche se l’alimentazione fornisse tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, spesso questi si trovano dinanzi delle barriere, con una matrice extracellulare intasata.
In condizioni normali tale matrice forma una struttura tridimensionale, tipo una spugna che circonda e protegge le singole cellule del nostro corpo, garantendo il giusto apporto attraverso il sangue, di ossigeno, nutrienti, ormoni, neuromodulatori, farmaci e un’adeguata rimozione dai tessuti di prodotti di scarto.
Le cellule inoltre potrebbero non essere nelle condizioni più idonee per utilizzare i nutrienti ingeriti con il cibo, in quanto vittime dello stress ossidativo. In questi casi, la semplice alimentazione, pur se corretta, potrebbe non essere sufficiente a mantenerci nelle ottimali condizioni di salute.
Spesso, se soffriamo di una determinata patologia, non è dovuto a presunti problemi “neurovegetativi” o a “intolleranze o allergie alimentari” ma ad una condizione di non corretta alimentazione o integrazione di determinati nutrienti o ad uno stato di stress ossidativo che è necessario eliminare in primis!
L’insieme di queste considerazioni suggerisce che in particolari condizioni di rischio (esposizione ad inquinianti, stress, lavoro o studio, alimentazione sbilanciata, inadeguato apporto di antiossidanti, esercizio fisico inadeguato, etc.) possa essere utile l’assunzione, nel contesto di un ambiente il più possibile sano e di un corretto stile di vita, di integratori.
 In quali posti del mondo si vive più a lungo?
E’ provato da studi scientifici che in determinati posti del mondo, le cosiddette blue zones si vive più a lungo ed in buona salute, sono la Sardegna, l’isola greca Ikaria, la città californiana Loma Linda e l’arcipelago giapponese Okinawa.
Secondo le ricerche condotte in questo ambito, oggi le due aree del mondo che possono vantare il maggior numero di centenari sono la Sardegna e Okinawa.
Le altre zone del centro America e della Grecia sono sotto osservazione, anche se le evidenze raccolte mostrano che effettivamente le loro comunità vivono più a lungo rispetto alla media.
Ad esempio ad Okinawa ci sono numerosi centenari, mangiano molto pesce, bevono tè al gelsomino che contrasta i radicali liberi e tra i carboidrati scelgono solo quelli a basso indice glicemico, tra cui il riso integrale; infine prediligono le piccole porzioni e non tralasciano mai frutta e verdura.
I giapponesi di Okinawa hanno adottato la regola “ishokudoghen” che significa il cibo è una medicina.
Hanno adottato una dieta a base di frutta, verdura, soia e derivati, riso, pesce, il tutto integrato da alga konbu.
Altra regola che hanno adottato è “yuimara” ovvero il senso di appartenenza alla collettività e la partecipazione attiva alla sua vita.
In questa isola giapponese gli anziani sono tutti saggi e come tali sono rispettati e onorati.
La gente che abita in questi luoghi ha una predisposizione genetica favorevole sommata ad abitudini sane.
Particolarmente segue un’alimentazione ricca di soia, pesce, verdure e legumi, ha uno stile di vita non stressato, ha un forte senso della comunità e della spiritualità.

QUANTO DI MEGLIO E’ POSSIBILE FARE PER RALLENTARE L’INVECCHIAMENTO E RESTARE GIOVANI IN SALUTE IN ATTESA DI NUOVI STUDI E SCOPERTE?

SCOPRIRE PRECOCEMENTE EVENTUALI MALATTIE CON ESAMI PERIODICI CONSIGLIATI DAL PROPRIO MEDICO

 Osservare i punti deboli della propria famiglia di origine; è importante parlarne con il medico e stabilire una frequenza ideale di controlli e regole di prevenzione ferree; così facendo, pur non modificando il proprio DNA, si possono comunque limitare i danni.

COMBATTERE I RADICALI LIBERI

SEGUIRE UN’ALIMENTAZIONE CORRETTA E NON ECCESSIVA EVITANDO UN ECCESSO DI GRASSI, ZUCCHERO E SALE Uno dei più importanti segreti della longevità è una buona circolazione del sangue.

Da tenere in prima considerazione l’utilizzo costante e vario di frutta e verdura, queste sostanze naturali sono un mix di sostanze antiossidanti.

La nutraceutica, la scienza che studia le proprietà medicinali degli alimenti, indica che la gran parte degli antiossidanti si trova nei prodotti vegetali; si tratta principalmente di polifenoli (come catechina, isoflavoni, resveratrolo), carotenoidi (come licopene e luteina), vitamine (A,C ed E). Una ricerca ha misurato la lunghezza dei telomeri, cioè le sequenze del DNA che si trovano nella parte finale dei cromosomi : a ogni divisione cellulare si accorciano, quindi sono un buon indicatore dell’invecchiamento della cellula; bene, introducendo uno stile di vita sano (dieta ricca di vegetali in primis, ma anche movimento e gestione dello stress), con il passare degli anni non solo non si sono accorciati, addirittura di sono allungati!

Quindi largo uso ad es. di arance, carote, uva nera e rossa (la buccia contiene resveratrolo), rosa canina, pomodoro (non ripulire la parte gelatinosa e i semi), ananas, limone, insalate, germogli, germe di grano,orticamelograno (ancora più ricco di antiossidanti e resveratrolo del vino), prezzemolo, finocchio, cetriolo, melone, pomodori maturi (quantità significative di licopene; la biodisponibilità aumenta cuocendo brevemente i pomodori o condendoli con olio di oliva), zucca, spinaci, broccoli,mango,papaia, albicocche, mirtillo, fragola, pompelmo, cavolfiore,tè verde.

Altri alimenti campioni di lunga vita sono i carciofi (ricchi di inulina, luteinam polifenoli; hanno anche effetti depurativi, prebiotici utili per la flora intestinale e antitumorali soprattutto contro il cancro al fegato), fagioli (oltre ad essere ricchi di proteine vegetali, hanno un buon potere antiossidante, in particolare i fagioli rossi e neri, con un ottimo contenuto anche di minerali utili), lenticchie, soia, ceci, piselli, aglio (il potere antiage è dovuto soprattutto all’allicina, sostanza antibiotica e antifungina, con proprietà anche anti colesterolo alto), prugne (alta presenza di vitamina C ed E, betacarotene, polifenoli e flavonoli; in particolare quelle scure), frutta secca (uno studio pubblicato sul New England Journal od Medicine, giunge alla conclusione che mangiare frutta secca regolarmente diminuisce il rischio di morte sia in generale sia dovuto al cancro, problemi cardiaci o malattie respiratorie; merito di vitamina E, folati, acidi grassi polinsaturi come gli omega-3; noci, nocciole, mandorle, pistacchi, noci pecan, circa un massimo di 30 g al giorno), mele (ricche di flavonoidi come quercitina, epicatechina e procianidina, la mela è un’ottima fonte di antiossidanti, contenuti soprattutto nella buccia; una classifica stilata dal dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti ha indicato come la varietà Granny Smith sia meglio della Fuji che a sua volta batte la Golden Delicious),cacao (molti polifenoli e flavonoidi in particolare epicatechina; i polifenoli giocano un ruolo chiave nel mantenere giovane il cervello), il (le catechine presenti nel tè aiutano a combattere lo stress ossidativo, il caffè (ricco di polifenoli, un report dell’Istituto Mario Negri promuove il consumo di 3-4 tazzine al giorno al massimo, con effetti antiossidanti e antitumorali), l’avocado (ricchissimo di vitamina A ed E, antiossidanti; inoltre è una buona fonte di omega-3), uva sultanina (uvetta e altra frutta disidratata come prugne, datteri, fichi secchi, bacche di Goji (alto valore di Orac) e uvetta sono un concentrato di antiossidanti, molto più ricchi di polifenoli e vitamina C ed E dei corrispettivi freschi, con un forte aumento della capacità antiossidante del sangue dopo il consumo), asparagi (noti per le loro proprietà depurative e diuretiche, sono anche utili per combattere i radicali liberi, grazie alla presenza di vitamina A, C e glutatione; gli asparagi hanno più flavonoidi dei broccoli e sono più antiossidanti; purtroppo far bollire a lungo gli asparagi, fa diminuire notevolmente il loro valore antiossidante, dunque bisogna evitare di stracuocerli in abbondante acqua), cereali integrali (apportano fibre e antiossidanti; ricchi di acidi fenolici, flavonoidi, vitamina E e vitamine del gruppo B; si può scegliere tra le tante varietà di riso, grano, orzo, farro, avena, segale, quinoa e grano saraceno).

E’ accertato che frutta e verdura possono prevenire fino al 30% dei casi di cancro.

Attenzione a mangiare la frutta molto preferibilmente a stomaco vuoto.

Una ricerca condotta dall’Istituto Superiore di Sanità, sviluppata in collaborazione con l’Università di Perugia ha confermato che i vegetali crudi traboccano di antiossidanti che aiutano le cellule a contrastare gli effetti dell’invecchiamento.

La cottura potrebbe distruggere fino a un terzo delle sostanze benefiche presenti. Bisognerebbe consumarne come minimo 2 porzioni al giorno (200-300 grammi) oltre a 3 porzioni di frutta, sforzandosi di riservarne almeno 60 grammi alla verdura cruda e si potrebbe vivere anche due anni in più della media.

Un pool di scienziati della Loma Linda University (USA) ha analizzato le abitudini di più di 34.000 volontari ed ha evidenziato che le persone che mangiano noci 5 volte la settimana vivono circa 3 anni in più rispetto a chi non le assume.

Il merito sarebbe degli omega-6, grassi buoni di cui la frutta secca è ricchissima, capaci di ridurre i livelli di colesterolo cattivo mantenendo invariati quelli del colesterolo buono. Se ne dovrebbe mangiare almeno qualche manciata tutti i giorni.

Inserendo tre manciate di frutta secca nel proprio menu si aumenta il livello di magnesio nel sangue, tagliando del 40% i rischi di morte. Ne bastano 250mg al giorno, meno di un etto di mandorle.

Tra le sostanze indispensabili per contrastare l’eccesso di radicali liberi troviamo le vitamine e i minerali.   Il consiglio è quindi quello di ricorrere a questi fattori protettivi che si oppongono ai “radicali liberi” fino dall’età più giovane e di continuarne l’uso nel corso degli anni.   Potrebbe anche essere utile fare un’analisi dello stress ossidativo del nostro corpo, per avere un’idea dell’efficienza del nostro organismo nel neutralizzare i radicali liberi. 
Il dispendio di energie diminuisce con il passare degli anni, meglio ridurre i pasti in piccoli e frazionati.
 Ridurre le sostanze eccitanti come caffe, alcolici, the forti.
Contrastare il sovrappeso.
E’ da ricordare che la digestione del cibo aumenta i radicali liberi, quindi meno cibo meno ossidazione.
Mangiare troppo fa invecchiare prima !!
Per gli scienziati dell’Università dell’Alabama (USA) mantenersi sotto il livello di guardia per il sovrappeso (lmc 25) è un elisir di lunga vita.
Calcolarlo è semplice : bisogna dividere il proprio peso in Kg per l’altezza in metri e ancora per l’altezza.
 Se il risultato è inferiore a 25 si conquistano addirittura 3 anni rispetto a chi ha un indice più alto (tra 25 e 25), poiché ci si mette a riparo da malattie cardiache, ictus, tumore del colon e diabete.
 Seguire una dieta ipocalorica, che dimezzi le calorie introdotte ogni giorno, è un metodo per regalarsi, dicono gli scienziati, almeno un 30 per cento di vita in più : ci fa produrre, infatti, meno radicali liberi!
 Se scarseggia il cibo, il nostro organismo comincia a “nutrirsi” attingendo alle parti più vecchie dei tessuti.
 Quando si ritorna a mangiare, i nutrienti introdotti si trasformano in “mattoncini” capaci di rinnovare le strutture esistenti.
Luigi Fontana, direttore del reparto Nutrizione e invecchiamento dell’Istituto Superiore di sanità e docente alla Whasington University di St. Louis, responsabile in America di uno studio su un gruppo di persone di età compresa fra i 40 e gli 80 anni che applicano la restrizione calorica.
 Una riduzione esclusivamente calorica del 30% potrebbe raddoppiare la longevità.
 Una dieta ipocalorica di circa 1.800 calorie al giorno per l’uomo (ma mai priva di vitamine e nutrienti necessari) riporta nelle condizioni ottimali i valori pressori, il colesterolo e tende a ringiovanire l’intero sistema cardiovascolare di circa 15 anni.
 Certo potrebbe essere difficile mantenere una dieta di sole 1.800 calorie al giorno e potrebbe essere opportuno allora scegliere una dieta sana, equilibrata
 In modo particolare si deve porre attenzione ai cibi che fanno realmente male al nostro organismo come ad esempio il fritto alle alte temperature come ad esempio le patatine : non soltanto questi cibi sono pieni di calorie ma provocano infiammazioni croniche e stress ossidativo, facendoci invecchiare anzitempo. Inoltre il loro consumo è legato ad ictus e tumori, come quello della mammella e della prostata.

 

 

 

Le indicazioni alimentare classiche della comunità scientifica per la prevenzione dei tumori sottolineano l’opportunità di consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura ogni giorno, riducendo al minimo la carne ed eliminando i superalcolici.

Inoltre con l’introduzione di minori quantità di cibo le cellule producono delle sostanze in grado di andare in una sorta di stato di “protezione” allungando la loro vita.

 

Il primo segreto di una vecchiaia sana è restare magri : ridurre le calorie assunte quotidianamente è fondamentale ad ogni età della vita.

L’ipernutrizione affatica l’organismo : “mangia per vivere e non viceversa”.

E’ provato che mangiare meno ha effetti molto positivi sulla salute e riduce il numero e la gravità delle patologie tipiche dell’invecchiamento.

 

 

Sembra proprio vero l’antico detto “fa una colazione da re, un pranzo da principe e una cena da povero“, un articolo pubblicato suCell, evidenzia che è meglio accumulare calorie nella prima parte della giornata e anticipare l’ora di una leggera cena, questo poiché non assumendo cibo per un lungo periodo, dall’ultimo pasto della giornata fino alla colazione successiva, stimola una pulizia naturale delle cellule danneggiate del corpo.

EVITARE GLI SBALZI DI GLICEMIA (QUANTITA’ DI ZUCCHERI PRESENTI NEL SANGUE)

 Normalmente nel sangue sono presenti circa cinque grammi di glucosio. 
Vanno evitati gli sbalzi di glicemia, come ad esempio caramelle fuori pasto. 
Gli zuccheri si legano alle proteine, danneggiando tessuti e arterie. In particolare quelli fuori pasto.
Se la crescita di glucosio avviene fisiologicamente durante i pasti, il pancreas produce insulina e tampona ma se questo aumento si verifica più volte nella giornata, si rischia che i tessute periferici siano sempre meno sensibili all’insulina, fino ad avere bisogno di quantità sempre maggiori di questo ormone.

EVITARE GLI ECCESSI DI SODIO

MANTENERSI IN ESERCIZIO FISICO, EFFETTUARE SPORT

Uno degli elementi importanti per mantenersi in salute è l’attività fisica.

Il corpo che invecchia produce meno energia, ha meno scatto e resistenza.

Bisogna resistere alla tentazione della pigrizia. Muoversi è assolutamente importante.

Il movimento aiuta a rinnovare e a ringiovanire le cellule.
L’attività fisica rinforza i muscoli e l’apparato scheletrico;  previene l’osteoporosi;  mantiene elastiche le articolazioni; brucia i grassi nocivi (colesterolo e trigliceridi) e fa aumentare quelli buoni (il colesterolo HDL); aumenta la fluidità del sangue e lo fa circolare meglio; abbassa la pressione del sangue e riduce rischi di infarto, ictus, arteriosclerosi; attiva la digestione ed aumenta la motilità dell’intestino; aiuta a dormire meglio; stimola anche le funzioni cerebrali; migliora il tono dell’umore, combatte la depressione; migliora la funzione respiratoria e cardiocircolatoria.
Bisognerebbe evitare tutti quelli che comportano scatti brevi ma intensi come calcio, tennis, sollevamento pesi e preferire quelli che sono caratterizzati da una attività costante.
Quindi esercizio fisico moderato e costante.

Uno degli esercizi migliori è camminare. L’andatura costante e regolare per almeno venti minuti ogni giorno, cioè una passeggiata normale, protegge il cuore e riduce il rischio di sviluppare alcuni tumori, anche i polmoni stanno meglio perché la respirazione resta ampia ed efficace.

Tre ore e mezza di sano movimento a settimana possono far guadagnare addirittura 10 anni di vita; li ha quantificati la dottoressa Lynn Cherkas del King’s College di Londra (GB), in uno studio pubblicato sugli Archives of Internal Medicine.

Effettuare una attività sportiva è importante soprattutto dai 40 in su.

Infatti è soprattutto dopo questa fase della vita che si gettano le basi per un invecchiamento di qualità.

Chi pensa che è troppo tardi e che non si può cominciare ad andare in piscina o palestra a 75 anni e oltre si sbaglia, perché i benefici arrivano subito a livello respiratorio, sul cuore, sulla circolazione, sul tono muscolare, sulla densità ossea e persino sull’equilibrio e la coordinazione motoria.

In 28 giorni di inattività fisica un giovane perde lo stesso quantitativo di carne contenuto in una bistecca di vitello da un kg e un anziano in sole 72 ore costretto a letto; questo processo di perdita di massa muscolare in termini medici si chiama sarcopenia.

Così come le donne dopo la menopausa vanno incontro a una naturale perdita di massa ossea che porta all’osteoporosi, così gli uomini (ma anche le donne), con il passare degli anni manifestano una naturale, progressiva e generalizzata perdita della massa e dalla forza muscolare.

E’ una sindrome che determina alterazioni anatomiche e funzionali delle fasce muscolari; comporta quindi una certa sensibilità alla fatica e alla stanchezza oltre che difficoltà a compiere azioni quotidiane comuni come salire le scale, portare i sacchetti della spesa, prendere in braccio un bambino, alzarsi agilmente dalla poltrona, etc.

Il picco di massa muscolare si raggiunge intorno ai 25 anni e lo si mantiene fino ai 24; da qui in poi presto si riscontra una diminuzione progressiva tanto che fino ai 70 anni si perde circa l’otto per cento della massa muscolare ogni 10 anni.

Dopo i 70 anni il processo subisce un’accelerazione e si arriva al 15 per cento di perdita ogni 10 anni.

Lo sport è il primo antidoto.

Se una persona riesce a raggiungere un picco di massa importante intorno ai 30-40 anni, poi la perdita sarà molto più lenta.

Per preservare la salute dei nostri muscoli è indispensabile dedicarsi ogni giorno ad almeno mezzora di passeggiata, corsa leggera, nuoto o bicicletta ma anche sollevamento di piccoli pesi o attrezzi di palestra.

Le attività aerobiche e di resistenza sono indispensabili per mantenere costanti la tonicità e la forza muscolare.

 

L’attività fisica? La migliore medicina! 30 minuti al giorno 5 giorni alla settimana. Sono le dosi consigliate per l’attività fisica dall’American college of sports medicine, cui ha ribadito l’importanza del movimento nella prevenzione di malattie come il diabete, l’obesità, la pressione alta, depressione, osteoporosi e problemi cardiovascolari. All’inizio basta una camminata, poi si possono aggiungere esercizi aerobici e di rafforzamento muscolare.

L’inattività modifica le cellule cerebrali : trasforma il fisico e può modificare anche le cellule cerebrali; lo hanno visto gli scienziati della Wayne State University School of Medicine (USA), in un test sui ratti, dove hanno rilevato modifiche nei neuroni del midollo rostrale ventrolaterale, area che controlla il sistema nervoso simpatico e funzioni come la contrazione dei vasi sanguigni. Dopo 3 mesi senza moto, questi neuroni sviluppano un eccesso di ramificazioni nei dendriti, che porta a sovrastimolare il sistema simpatico, facendo aumentare la pressione sanguigna e favorendo le malattie cardiovascolari.

Sembra che l’attività fisica possa riportare indietro le lancette del tempo, ringiovanendo la pelle di 20 anni; i benefici si apprezzano anche se si comincia a fare sport dopo i 40 o dopo i 65 anni di età. Lo sostengono i ricercatori della McMaster University (Ontario Canada), i quali hanno effettuato degli esperimenti sui topi e su biopsie di pelle umana.

DORMIRE A SUFFICIENZA, CHI DORME POCO O MALE INVECCHIA PRIMA

 E’ di notte che il corpo con il sonno si rigenera e provvede a rinnovare le cellule e a depurarsi.
 E’ di notte che viene prodotta la melatonina, una molecola naturale secreta dalla ghiandola pineale e che sembra in grado di rallentare l’invecchiamento della pineale e dell’organismo stesso.
Il dottor A. Vgontzas, psichiatra della Pennsylvania State University (USA) ha appurato che i maschi godono solo di 40 minuti di sonno profondo a notte, mentre le donne superano quota 70 minuti.
Sarà questo il motivo per cui le donne statisticamente vivono più a lungo?
Un sonno poco profondo alla lunga innalza i livelli di Tnf (Tumor necrosis factor), sostanza che favorisce diabete e obesità.
 La ricerca ha dimostrato che il sonno è una componente importantissima della salute fisica e mentale, non meno importante della corretta alimentazione e dell’attività fisica.

EVITARE DI FUMARE, DI BERE ALCOOL E LE LUNGHE ESPOSIZIONI SOLARI  (IL SOLE E’ IL MAGGIOR RESPONSABILE DELL’INVECCHIAMENTO CUTANEO)

 L’abuso di bevande alcooliche fa consumare al nostro organismo preziosi micronutrienti, sottraendoli ad altre necessità biologiche.

MANTENERE IN ATTIVITA’ IL CERVELLO, “NUTRIRE” LA MENTE CON NUOVI ASPETTI DELLA CONOSCENZA, POESIA, FILOSOFIA, AMORE, VIAGGI.

 

CONTROLLARE LO STRESS

 L’uomo può sopportare stress ambientali anche molto forti ma se questi si prolungano troppo nel tempo, la risposta dell’organismo produce un esaurimento fisico e mentale. 
I fattori stressanti esterni sono in realtà degli stimoli.
Di conseguenza la gestione dello stress si rivela molto importante.
La longevità si associa alla capacità dell’organismo di rispondere allo stress.

Uno stress ridotto però non fa male alla salute secondo una ricerca americana : pare infatti allungare la vita perché migliora la concentrazione e la motivazione.

Chi è sempre sotto stress difficilmente riesce a vivere bene e a lungo; infatti tale strada, oltre ad aumentare la produzione di radicali liberi, fa sì che l’organismo reagisca come se dovesse far fronte ad un pericolo, quindi si irrigidisce, andando incontro a cefalea, vertigini, tensioni muscolari, insonnia.Se lo stress diventa cronico indebolisce il sistema immunitario, interferisce con la pressione sanguigna, favorisce la tachicardia, altera l’equilibrio ormonale.I disturbi possono estendersi alla sfera psico-emotiva comportando senso di soffocamento, tremori, agitazione, palpitazioni, crisi di panico e stati depressivi.

A tal fine è molto utile praticare un’attività fisica.

E non bisogna dimenticare di usare ogni tanto l’ ozio come terapia.

CURARE IL PROPRIO ASPETTO FISICO, PELLE, DENTI, CAPELLI (LA CURA DI SE’ E’ IMPORTANTE ANCHE PER LA SALUTE DELLA PSICHE)