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Corsi individuali e per piccoli gruppi di

 TRAINING AUTOGENO

 A cura della Dottoressa Martina Zuliani

 

cicli di 6 sedute, una volta alla settimana, in orari da concordare direttamente con la dottoressa. Costo completo del ciclo: 180 euro (6 ore totali) 

 

 Per info contatta la reception: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  oppure telefona al numero: 0432-503022

  A cura della Dottoressa Martina Zuliani

TRAINING AUTOGENO

 


Viviamo in un’epoca caratterizzata da fatica, stress e tensioni , che fanno parte del nostro quotidiano. Il training Autogeno è un metodo naturale che permette di raggiungere il totale rilassamento fisico e psichico, migliorando la qualità della vita.

Introduzione: 

In uno stato di tensione, di ansia e di stress  e in particolar modo di fronte ad una situazione-stimolo che, sia a livello psicologico che somatico, si superi una certa soglia di tolleranza (distress), l'unità biopsichica ( mente-corpo)  reagisce a seconda dell'intensità dello stimolo, con tensione muscolare, spasmo viscerale, sensazione di freddo per il corpo,alterazione funzionale nei meccanismi neurovegetativi, endocrini, umorali. Si può inoltre avvertire sensazioni di calore al capo, l'impressione di essere sopraffatti dalle proprie emozioni e dai pensieri che si affollano nella mente. 

L’allenamento ad uno stato di rilassamento consente invece all'unità biopsichica ( mente-corpo)  di reagire, gradualmente, in modo opposto. Si determinano allora distensione muscolare e vascolare, rilasciamento viscerale, sensazione di calore per il corpo, regolarizzazione funzionale nei meccanismi neurovegetativi, endocrini, umorali; infine sensazione di fresco alla fronte che corrisponde a uno stato di calma, di benessere, di pace interiore.

Chi è l’autore e quando nasce? 

Storicamente gli anni in cui nasce la formulazione del Training Autogeno si collocano tra il 1908 ed il 1912 e il suo ideatore è Johannes Heinrich Schultz. (dopo essersi laureato in medicina, svolge un breve periodo di attività come internista, successivamente si dedica alla psichiatria, e alla psicoterapia.)

Che Cos’è il Training Autogeno? 

Con il termine di Training Autogeno J. H. Schultz ( il suo ideatore)  definì un metodo di autodistensione da concentrazione psichica. Questo metodo consente di ottenere una serie di modificazioni, sia somatiche (derivate dalla messa a riposo del sistema neurovegetativo) sia psichiche, riassunte nel loro insieme con il termine di commutazione autogena.

Come si può ottenere  lo stato di rilassamento e quindi un benessere psico fisico? 

Attraverso un programma di allenamento ( Training)  cioè apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica passiva, particolarmente studiati e concatenati, allo scopo di portare progressivamente al realizzarsi di spontanee modificazioni del tono muscolare, della funzionalità vascolare, dell'attività cardiaca e polmonare, dell'equilibrio neurovegetativo e dello stato di coscienza; il preciso e costante allenamento a tali esercizi porta a modificazioni gradatamente sempre più valide, precise, consistenti. Schultz afferma quindi che il corpo può acquistare (o riacquistare) il suo equilibrio solo che gliene si lasci il tempo.

Gli esercizi del T.A. hanno  lo scopo di farci raggiungere lo stato autogeno che è,  una condizione di passività assoluta, priva di atti volitivi, realizzata nella indifferente contemplazione di quanto spontaneamente accade nel proprio. organismo e, nella propria, mente.

Quindi, durante lo svolgimento dell’esercizio non si deve volere nulla, ma si apprende ad osservare che tutto ciò che deve accadere, accada passivamente in noi, nel nostro corpo, nella nostra mente, purché gliene lasciamo il tempo.

Quali sono gli esercizi per lo stato di rilassamento? 

Il corso ( individuale o di gruppo) prevede Il corso prevede un ciclo di 6 lezioni della durata di 1 ora circa ed è costituito da due serie di esercizi: 

la prima, inferiore o somatica, (la concentrazione mentale è rivolta a particolari sensazioni somatiche) 

 la seconda, superiore o psichica: la concentrazione è rivolta ad una  serie di particolari rappresentazioni psichiche.) 

Il programma del T.A.  consiste in un procedimento a tappe, a gradini il cui primo e preliminare gradino è il rilassamento, ovvero la messa in condizione di calma che rende possibile accedere successivamente ai veri e propri esercizi del T.A. che sono sei: pesantezza, calore, cuore, respiro, plesso solare, fronte fresca. Per passare all’esercizio successivo è necessario avere appreso correttamente l’esercizio inferiore, questa è la condizione necessaria per realizzare efficacemente i successivi.

1) la pesantezza: produce uno stato di ipotonia muscolare, cioè di rilassamento dei muscoli striati (volontari) e lisci (involontari) del corpo. 

L'allenamento al primo esercizio del T.A. ci offre la possibilità di realizzare , il contrario di ciò che può produrre uno stato di tensione, cioè distensione neuromuscolare, passività psichica, e progressivo restringimento del campo della coscienza (stato iponoide).

2) Il calore :produce una vasodilatazione periferica con conseguente aumento del flusso sanguigno. L'ipotonia che si raggiunge nel primo livello del T.A. non riguarda infatti soltanto la muscolatura volontaria, ma anche la muscolatura delle pareti vascolari; si viene allora a determinare un'iperemia obiettivamente controllabile, con aumenti di temperatura locale che possono anche superare 1° C.

3) Il cuore : produce un miglioramento della funzione cardiovascolare. Con una miglior conoscenza del nostro corpo, il T.A. ci offre nel terzo esercizio, l'esercizio appunto del cuore, la possibilità di percepire i battiti del nostro cuore. E’ una percezione insolita, normalmente ignorata, possibile soltanto dopo un certo allenamento a questa introspezione somatica, che ci dà la rassicurante consapevolezza del cuore che batte calmo, ritmico, regolare.

4) Il respiro : produce un miglioramento della funzione respiratoria. 

Man mano che si allentano la tensione psichica e quella neuromuscolare la funzionalità respiratoria tende a modificarsi: quanto maggiore è lo stato di passività e di calma emotiva, tanto più il respiro si fa spontaneo, meccanico, ritmico, autonomo. 

Lo stesso Schultz definì il proprio metodo "Yoga occidentale." Vi sono molte affinità fra le due tecniche, ma anche molte differenze, sostanzialmente nelle caratteristiche della concentrazione: nel T.A. essa è passiva e si orienta su sensazioni somatiche, mentre nelle tecniche orientali è attiva e si avvale di spunti meditativi a contenuto religioso.)

5) Plesso solare:  produce un aumento del flusso sanguigno in tutti gli organi interni. 

Dopo i visceri toracici, la concentrazione psichica si orienta ai visceri addominali; l'esercizio relativo è l'esercizio del plesso solare. E’ attraverso le strutture neurovegetative denominate “plesso solare” che le emozioni si irradiano agli organi addominali determinando spasmi, contratture, sensazioni di freddo interiore. L'allenamento al quinto esercizio inferiore porta facilmente alla realizzazione di una distensione, di un'armonia funzionale, di una sensazione di equilibrio e di calore negli organi addominali.

6) Fronte fresca: produce una leggera vasocostrizione della regione encefalica. 

L'ultimo degli esercizi del ciclo inferiore è il cosiddetto esercizio del fresco alla fronte, durante il quale la fronte viene percepita come a se stante rispetto alla massa calda e pesante del corpo. 

Contrariamente al "caldo alla testa" che può esser percepito durante uno stato di tensione, di ansia, di stress, la realizzazione dello stato autogeno comporta una gradevole sensazione di fresco che viene vissuta come uno stato di calma, di vuoto psichico, di pace interiore.

Qual è il meccanismo del Training Autogeno? 

La prova del pendolo  permetterà di comprendere il meccanismo interno del training autogeno. 

Prendere un filo lungo 20-30 cm e fissate a un’estremità un oggetto pesante ( una chiave, una pallina) L’altra estremità andrà tenuta tra il pollice e l’indice con il braccio allungato e leggermente proteso verso l’alto. 

Si invita il soggetto ad imprimergli volontariamente delle sollecitazioni; il soggetto deve rendersi conto di come le oscillazioni dipendono dalle contrazioni volontarie dei propri muscoli. 

In seguito si ferma il peso nella sua posizione verticale e si invita il soggetto a rappresentarsi mentalmente un tipo di oscillazione (senso orario, antiorario, da destra a sinistra, dall'avanti all'indietro) più il soggetto riuscirà a rappresentarsi intensamente il tipo di movimento e più facilmente egli stesso constaterà che il movimento viene trasmesso al pendolo senza alcun intervento della sua motricità volontaria.  

La prova del pendolo ha lo scopo di fornire una prova tangibile che: 

1. Il pensiero puro agisce su processi somaticì; 

2. Tutte le persone, anche le cosiddette normali, presentano involontariamente delle reazioni che sfuggono al controllo della coscienza; 

3. Tali reazioni che si svolgono in modo inconsapevole, al di fuori della nostra volontà, possono essere modificate e controllate dalla concentrazione psichica.

 

In conclusione, possiamo affermare che un pensiero, un sentimento o un atto di concentrazione hanno la tendenza a ripercuotersi i sul corpo.

Tanto più pregnante, intenso sarà il pensiero, tanto più intensa sarà la reazione. L’autodistensione da concentrazione agisce sulla muscolatura e sul sistema vascolare. Oltre al rilassamento della muscolatura corporea e del sistema vascolare si producono anche modificazioni profonde e durature  sulla sfera psichica.

Quali sono le applicazioni del  Training Autogeno? 

  • Training Autogeno e superamento dello stress. 
  •  Training Autogeno e malattie cardiache ( nel sostegno e nella prevenzione al trattamento delle affezioni coronariche, nella riduzione dei fattori di rischio) 
  • Training Autogeno e disturbi dell’alimentazione ( sovrappeso, anoressia , bulimia , alimentazione incontrollata) 
  •  Training Autogeno e malattie psicosomatiche ( in assenza di danni organici dimostrabili e quindi gastriti e altri problemi allo stomaco ed intestino , cefalee,nevralgie, psoriasi ecc.) 
  • Training Autogeno e ipertensione o ipotensione
  • Training Autogeno e Asma
  • Training Autogeno e Reumatismi
  • Training Autogeno e disturbi della sfera sessuale
  • Training Autogeno e Nevrosi ansiosa, nevrosi dell’attesa, nevrosi da angoscia specifiche (paura di parlare in pubblico, di salire sul palcoscenico)
  • Training Autogeno e parto
  • Training Autogeno e Tic, Balbuzie o problemi della memoria
  • Training Autogeno e problemi del sonno
  • Training Autogeno e Stati di depressione con senso di insicurezza e di inferiorità ( non disturbo depressivo Maggiore)
  • Training Autogeno e prestazioni sportive
  • Training Autogeno e dolori cervicali .

Uno studio di D.K. Schrapper e K. Mann mostra che gli individui che utilizzano il training autogeno sono più sicuri di sé, più attivi, maggiormante orientati verso l’esterno , più disponibili, molto meno depressi, angosciati o eccitati del gruppo di controllo che non esercitava il training autogeno. Se si aggiungono la dimostrata detensione della muscolatura e dei vasi, il miglioramento delle prestazioni e i mutamenti profondi della personalità, si comprenderà facilmente la rilevanza del training autogeno come mezzo per superare i problemi e le situazioni opprimenti della vita quotidiana. La persona rilassata con il training autogeno soffre meno, rispetto agli altri, di “stress”, termine con qui ci riferiamo ai più diversi tipi di fattori ambientali fonte di pressione. Essa riesce a conservare meglio il proprio equilibrio psicofisico o a ritrovarlo più rapidamente dopo un evento stressante.

Quali sono gli effetti del Training Autogeno? 

  • Smorzamento della risonanza emotiva . Con questa espressione J.H.Shultz si riferiva alla circostanza, da lui considerata come positiva, per cui emozioni “disturbanti” come la paura, l’ìnquietudine, o la depressione potevano essere eliminate o almeno essere rese inoffensive mediante il training autogeno.
  • Miglioramento della capacità di recupero.
  • Miglioramento del sonno.
  • Riduzione della percezione del dolore.
  • Miglioramento della circolazione sanguigna.
  • Miglioramento delle prestazioni sportive.
  • Miglioramento delle capacità di apprendimento. Questo effetto è particolarmente apprezzato dagli studenti. Apprendere significa anche dirigere completamente l’attenzione su quanto si vuole imparare. Con brevi esercizi di due minuti è possibile concentrarsi su qualcosa, impedendo così che “il pensiero corra altrove”
  • Miglioramento delle prestazione mnestiche. Si riferisce alla capacità di richiamare in modo più pronto le conoscenze immagazzinate nel cervello nel momento in cui se ne ha bisogno.

  

Il Training Autogeno è carica e recupero dell’energia ,

rilassamento fisico e psichico.

Dott.ssa Martina Zuliani 

Psicologa